Alcune ricette tipiche Pugliesi

ANTIPASTI

Alicette al limone
400 g di alicette, 3 cucchiai di olio extravergine d'oliva, 10 cucchiai di limone, sale e pepe nero macinato al momento.
Sfilettare le alicette, lavarle, asciugarle e disporle a strati, condendole con il sale e il succo di limone. Dopo circa 40 minuti togliere il succo rimasto e versare 1'olio sul pesce. Spolverizzarle di pepe, lasciarle insaporire per 5 minuti e servirle.

Cruschill
Nome foggiano della bruschetta. Sono adoperate fette di pane integrale, tostate sulla brace, strofinate d'aglio, cosparse di sale e irrorate di olio d'oliva.
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PRIMI PIATTI

Chiancarelle con le cime di rapa
Piatto foggiano. Le " chiancarelle ", orecchiette piccoline, si lessano insieme alle cime di rapa e, scolate, si insaporano con un soffritto di aglio, acciughe, peperoncino. Quest'ultimo pu6 essere sostituito dal pepe.

Ciceri e tria
Mangiare della provincia di Lecce. Tagliatelle di grano duro impastate con la sola acqua, cucinate in brodo di ceci. Come condimento si da loro un soffritto di olio e cipolla. Nel nome " tria " questa mine- stra ricorda i vermicelli d'invenzione siciliana.

Minestra di fave con cicoria
200 g di fave bianche secche, 800 g di cicoria, 1 spicchio di aglio schiacciato, 4 cucchiai di olio extravergine d'oliva, sale e pepe nero macinato al momento.
Mondare, lavare e lasciare a bagno le fave per 12. ore in acqua fredda. Metterle in un recipiente di terracotta e coprirle d'acqua, aggiungere 1 pizzico di sale e lasciare cuocere, mescolando spesso, per 4 ore, finché le fave non si saranno quasi sciolte. Toglierle dal fuoco e passarle al setaccio. Cuocere la cicoria in acqua leggermente salata, scolarla e strizzarla. Scaldare 1'olio in una pirofila larga dai bordi bassi e unire la cicoria, con lo spicchio di aglio schiacciato. Lasciare insaporire, per circa 2 minuti, a fuoco medio. Preparare i piatti singoli, riunendo in ciascuno parte delle fave e parte della cicoria. Condire ogni piatto con 1'olio e il pepe appena macinato prima di servire.

Orecchiette al pomodoro e ricotta marzotica
150 g di farina bianca 00, 150 g di semola, sale. Per il sugo: 1 cipolla tagliata fine, 6 grossi pomodori maturi, 60 g di ricotta marzotica, 2 cucchiai di olio d'oliva.
Miscelare le farine, salarle e mescolarle con la quantità di acqua tiepida necessaria per poterle impastare. Lavorarle sino a ottenere un composto consistente e duro. Ricavarne dei filoncini di 1 centimetro di diametro. Tagliarli a tronchetti lunghi 2 centimetri, e con la punta rotonda di un coltellino strisciarli sulla spianatoia e rovesciarli sul dito pollice: si otterranno cosi delle orecchiette di forma concava. Lasciarle asciugare, infarinarle in altra semola perché non si attacchino tra di loro e poi cuocerle. Una volta cotte metterle in una terrina, mescolarle al sugo di pomodoro passato al setaccio che avrete ottenuto soffriggendo la cipolla nell'olio e versandovi i pomo- dori pelati e tagliati a pezzi. Salare e cuocere per 30 minuti. Poi spolverizzare con abbondante ricotta marzotica grattugiata e servire.

Rècchie con cime e acciuga
Le orecchiette vengono lessate con cime di rape e infine condite con acciuga sciolta nell'olio. Alcuni aggiungono all'acciuga una bella dose di pepe, altri della mollica di pane.

Rigatoni ai peperoni
200 g di rigatoni, 400 g di peperoni, 400 g di pomodori maturi sbollentati e spellati, 4 foglie di basilico tagliate finemente, 2 cucchiai di prezzemolo tritato, 1 peperoncino piccante, 1 spicchio di aglio schiacciato, 5 cucchiai di olio extravergine d'oliva, 40 g di pecorino grattugiato, sale.
Scaldare 4 cucchiai di olio in un saltiere e soffriggere 1 spicchio di aglio insieme a 1 cucchiaio di prezzemolo. Unire i peperoni tagliati a listerelle e il peperoncino diviso a metà. Condire con il sale e lasciare cuocere per 5 minuti, mescolando spesso, a recipiente coperto e a fuoco moderato. Aggiungere i pomodori tagliati a pezzetti e continuare la cottura per altri 20 minuti. Cuocere i rigatoni in abbondante acqua salata e scolarli al dente. Versarli nel saltiere del sugo e farli insaporire per 1 minuto, rigirandoli con un cucchiaio di legno. Toglierli dal
fuoco, aggiungere il rimanente prezzemolo, il basilico, 1'olio e il pecorino. Mescolare velocemente e servire direttamente nei piatti singoli.

Tiella
400 g di patate, 200 g di riso, 700 g di cozze, aglio, cipolla, pomodori freschi rossi, pecorino grattugiato, olio extravergine d'oliva, prezzemolo, sale, pepe.
Sul fondo di una teglia dai bordi alti e ben oliata disporre un po' di cipolla affettata e qualche pomodoro sfilettato. Coprire con uno strato di patate sbucciate e affettate, spolverizzare con pecorino e quindi mettere uno strato di riso crudo, ma bagnato e ben scolato. Sul riso poggiare le cozze aperte a metà (dopo avere ben spazzolato e lavato i gusci), qualche pezzo di pomodoro sfilacciato e qualche fettina di cipolla.
Spruzzare con altro pecorino e un po' di pepe. Coprire con un altro strato di patate, condirlo e proseguire con il riso e le cozze a strati finché la teglia sarà colma. L'ultimo strato, che deve essere di patate, va abbondantemente cosparso di pecorino, pepe e pane grattugiato; su tutto va versato un filo d'olio. Aggiungere infine, versandola in modo da non guastare il composto, un po' d'acqua leggermente salata. Cuocere in forno preriscaldato a 180 °C per circa tre quarti d'ora

Pizza di patate
1 kg di patate farinose, 80 g di olive nere snocciolate, 35 g di capperi, 1 cipolla, 4 pomodori maturi, 7 cucchiai di olio extravergine d'oliva, 2 acciughe sotto sale, sale.
Spellare i pomodori, togliere loro i semi e tagliarli a pezzi. Fare lessare le patate, scolarle, sbucciarle e passarle immediatamente allo schiacciapatate. Incorporare un poco di sale e 3 cucchiai di olio. Tagliare la cipolla a fette e farla cuocere con 2 cucchiai di olio e 3 di acqua per 3 minuti. Aggiungere i pomodori e un pizzico di sale e cuocere la salsa per 15 minuti. Ungere una pirofila da forno e versare meta del passato di patate, stendendolo molto bene. Versare la salsa di pomodoro in maniera uniforme e cospargere la superficie con le olive tagliate a pezzetti, i capperi lavati e tenuti a bagno in acqua tiepida per 15 minuti e le acciughe che saranno state diliscate, lavate, lasciate in ammollo in acqua tiepida, asciugate e tagliate a piccoli pezzetti. Coprire con 1'altra meta delle patate e irrorare la superficie con dell'olio. Cuocere nel forno preriscaldato a 200 'C per almeno 25 minuti.

Calzone
Per la pasta: 320 g di farina bianca, 15 g di lievito di birra, 2 cucchiai di olio extravergine d'oliva, sale. Per il ripieno: 350 g di cipolle affettate, 100 g di olive nere snocciolate, 2 acciughe dissalate e sfilettate, 5 pomodorini sbollentati e pelati, 40 g di capperi, 1 cucchiaio di origano, 50 g di pecorino grattugiato, 100 g di mozzarella affettata, 5 cucchiai di olio extravergine d'oliva, sale.
Preparare la pasta mescolando la farina, il lievito, il sale e 2 cucchiai di olio; stenderla, dandole la forma di un grosso disco, e lasciarla lievitare per 30 minuti. Scaldare 3 cucchiai di olio in una casseruola e appassirvi la cipolla; unire i pomodori tagliati per il lungo a filettini, le olive, i capperi, i filetti d'acciuga tagliati a pezzetti, 1'origano e il sale. Lasciare cuocere per 3 minuti, ritirare la salsa dal fuoco e unirvi il pecorino e la mozzarella. Tirare la sfoglia a cerchio, versare su una meta il composto ottenuto. Chiuderla, in modo da ottenere un semicerchio, poi sigil- larne i bordi. Far scivolare il calzone in una teglia rotonda unta d'olio e cuocerlo in forno per 30 minuti a 200 'C. Servire il calzone appena sfornato.

SECONDI PIATTI

Agnello alla Carbonara.
Da Carbonara frazione di Bari. Piatto d'obbligo ne " la mangiate de la di' de Natale ". Si fodera la teglia con carta gialla da macellaio e vi si sistema 1'agnello lavato in acqua fredda e non sgrondato. Nessuna droga o erba o condimento, all'infuori del sale. Poi lo si manda in forno. La carta messa in fondo alla teglia ha il compito di assorbire 1'unto in sovrappiù.

Agnello con piselli
800 g di cosciotto di agnello tagliato a pezzi regolari per spezzatino, 1 kg di piselli freschi sgranati, 50 g di pancetta, 50 g di pecorino grattugiato, 1 cipolla, 1 mestolo di brodo, 2 uova, 6 cucchiai di olio extravergine d'oliva, sale e pepe nero.
Tagliare la pancetta a dadini e affettare la cipolla. Cuocere in padella con 1'olio per 3 minuti. Aggiungere i pezzi d'agnello e rosolarli, quindi unire i piselli, un mestolo di brodo, sale e pepe e cuocere a tegame incoperchiato per circa 1 ora. Sbattere in una terrina le uova con pecorino, sale e pepe e versarle sull'agnello. Mescolare per 2 minuti finché le uova si rapprendono e poi servire.

Agnello allo squero.
- Scorticato, sventrato, infilzato nello spiedo, mandato al giro sulla fiamma di sterpi rinfocolata con timo ed altre erbe odorose. Tale sistema di cottura, detto anche " alla crudele ", viene pure usato per grosse triglie e dentici.

Alici arraganate.
- Alici spinate e messe in un tegame di coccio a strati con pane grattugiato e un battuto di aglio, menta, capperi, origano. Irrorate d'olio e spruzzate d'aceto, si mandano in forno.

Anguille all'acqua marina.
Mangiare tipico della popolazione rivierasca del Lago di Lesina. La sua tecnica, che esclude 1'uso del fuoco, è addirittura primordiale. Le anguille " cieche ", deposte in scodelle, vengono co- perte di acqua di mare e lasciate al sole. Evaporatasi 1'acqua, si accomodano con olio e aceto.

Annulieddu a lu furnu.
Tipico della Penisola Salentina. Agnellino di latte, tagliato a pezzi, disposto in teglia di coccio con qualche spicchio d'aglio, un po' d'acqua, sale, patate a spicchi, uno strato di fettine di pane duro, una buona spolverata di mollica fresca, una croce di olio d'oliva e mandato in forno. Riesce ancora piu prelibato se al posto di un agnellino normale se ne usa uno << inforchiato >>, cioe a dire chiuso sin dalla nascita in una speciale cesta detta " forchia". Questo crudele sistema di imprigionare gli agnelli affinché non si muovano vige, come abbiamo gia visto, pure in Abruzzo.

Benedetto.
Cosi chiamato nel Foggiano il piatto che apre il pranzo del giorno di Pasqua; e composto di uova sode benedette dal prete durante la messa pasquale, salame, ricottina fresca, asparagi lessati. In alcune località la ricotta e gli asparagi vengono sostituiti da arance affettate.

Bracioline.
Fettine di polpa di vitellone o di cavallo, battute, guarnite di foglie di prosciutto, prezzemolo trito, pepe, pecorino, arrotolate, legate con refe, soffritte lestamente in padella e passate in un denso sugo di pomodoro o conserva. In alcune localita foggiane aggiungono nel ripieno, all'uso dei napoletani, pinoli e uva sultanina. Con il ragu si insugano le " recchie ".

Brodetto
Altro piatto foggiano del pranzo di Pasqua. Capretto a pezzi cotto in tegame, arricchito di asparagi bolliti a parte. Il tutto poi e legato con uova sbattute insieme a formaggio grattugiato.

Caldariello
Prende il nome dal recipiente di cottura, un caldaio panciuto di piccole proporzioni. Agnellino tenero, fatto a pezzi, mescolato a freddo con cipolla, olio, aglio, prezzemolo, latte di pecora, finocchio selvatico e mandato a fuoco lento. Si serve su larghe fette di pane casareccio. Il " caldariello ", che sopravvive in qualche località del1'interno tra cui Gravina, e specialità pastorale antichissima; ad essa allude la Bibbia con le parole: " Non mangerai 1'agnello cotto nel latte della madre ".

Cozze arraganate
Cozze private della valva supenore, sistemate in un tegame di coccio con mollica di pane, origano, aglio e prezzemolo, irrorate di olio d'oliva e succo di pomodoro, mandate in forno; a mezza cottura si spruzzano di vino bianco secco. Fuori della Puglia queste cozze sono chiamate " alla tarantina ".

Orata con patate
1 orata di 800 g pronta per la cottura, 2 patate, 3 cucchiai di prezzemolo tritato, 1 spicchio d'aglio tritato, 1 cucchiaio di origano e di maggiorana miscelati, 5 cucchiai di olio d'oliva, 30 g di pecorino grattugiato, sale e pepe nero.
Ungere d'olio una teglia e disporre uno strato di patate precedentemente affettate, aggiungere un pizzico di sale, spolverizzare con la meta del prezzemolo, dell'origano e della maggiorana, dell'aglio, del pepe e del pecorino, quindi bagnare con un filo d'olio. Sistemarvi sopra il pesce, salarlo, coprirlo con le restanti patate, cospargerlo con gli altri ingredienti rimasti e aggiungere infine qualche goccia d'olio. Infornare e cuocere per circa 40 minuti,
a 180 °C. Servire immediatamente.

Capretto alla pugliese
800 g di coscia di capretto, 600 g di patate, 50 g di pecorino grattugiato, 2 spicchi di aglio, 3 cucchiai di prezzemolo tritato, 4 cucchiai di mollica di pane raffermo grattugiata, 8 cucchiai d'olio extravergine d'oliva, sale e pepe nero.
Lavare la coscia di capretto, asciugarla e fare delle incisioni inserendovi 1/2 spicchio di aglio tagliato a pezzetti e del prezzemolo. Lavare le patate, pelarle e poi tagliarle orizzontalmente a fette alte 1/2 cm. Disporle in una pirofila da forno ben oliata. Condirle con sale e pepe. Spolverizzarle con meta della mollica di pane e irrorarle con metà dell'olio d'oliva. Porre la coscia di capretto sulle patate e cospargervi sopra il sale, il pecorino e il rimanente pane grattugiato. Irrorare la carne con olio d'oliva e cuocere nel forno preriscaldato a 170 °C per 1 ora e 1/2, voltando il cosciotto a metà della cottura e spolverizzandolo, gli ultimi 10 minuti, con il prezzemolo e 1'aglio rimasto, tritato.

Calzone pugliese
Differisce dal napoletano anche per la pasta, composta di farina, lievito, olio d'oliva, sale, acqua. Il calzone di magro è imbottito di salsa a base di olio, cipolla, pomodori, olive, capperi, acciughe diliscate, prezzemolo.In quello di grasso entrano mozzarella o scamorza, prosciutto cotto, ricotta, caciocavallo.

Capocollo
Tra i salumi di questo tipo godono di antica e meritata stima quelli prodotti a Martina Franca. La carne, lasciata in salamoia una decina di giorni, viene poi lavata nel vino cotto, drogata con pepe in grani, avvolta nel budello, legata e tenuta ad asciugare all'aria. Indi è appesa a prendere il fumo, un fumo freddo o quasi, di ramoscelli di quercia. La stagionatura si protrae per cinque mesi. Nel periodo estivo alcune famiglie tengono il capocollo infuso nell'olio d'oliva.

Cappello da gendarme
Specialità leccese. Cosi chiamato dalla forma a feluca. La sfoglia esterna e di farina, olio d'oliva e acqua, ma più olio che acqua, e sale; contiene zucchine e melanzane fritte, scaloppine di vitello saltate in padella, uova sode tagliate a soldoni, scamorza o mozzarella oppure caciocavallo giovane affettato. La sfoglia, tirata piuttosto spessa e in forma ellittica, viene per metà coperta dal ripieno; la pasta libera si rimbocca sulla farcia. Il cappello da gendarme, adagiato su una placca unta, bucherellato in superficie con gli aghi da pane, va cotto in forno; riesce gustoso tanto caldo quanto freddo. Per tale ragione e cibo preferito nelle scampagnate. Sostituendo le verdure e le scaloppine con prosciutto o salame, la specialità prende il nome di pasticcio d'inverno.

Carducci con I'agnello
Piatto pasquale. Agnello a pezzi rosolato in un soffritto di olio e aglio, spruzzato di vino bianco secco, mandato in cottura con filetti di pomodoro e cardoncelli, questi già sbollentati. Infine si aggiungono uova sbattute insieme a pecorino grattugiato, sale, pepe, prezzemolo trito.

Casearia pugliese
Allinea latticini di pecora e capra, vacca, bufala: mozzarelle, scamorze, provole, provolone, caciocavallo, pecorino fresco e stagionato, burrate, manteche, ricotte. Le burrate sono provole di bufala racchiuse in un involucro di caciocavallo; le manteche hanno lo stesso involucro ma 1'anima di burro. Il provolone e della stessa pasta del caciocavallo, pero differisce nella forma (ad anguria) e possiede un punto di grasso in più, 45 per cento sulla sostanza secca; generalmente viene cagliato con presame di capretto, la qual cosa gli dà un sapore sostenuto e piccante. Le ricotte sono di tre tipi: fresca, salata, forte. La ricotta salata, che si adopera per companatico o grattata sulla pasta, prende il nome di cacioricotta. La ricotta forte, in dialetto scant, si ottiene manipolando la fresca con una spatola di legno ogni giorno e per un mese, dandole piccole dosi di sale e talvolta di peperoncino in polvere; riesce una crema giallina o rossiccia, piccante, da spalmare sul pane o da inserire in pizze o minestre. La mercia, mozzarella di latte ovino ricordata nel discorso introduttivo, sfugge al normale turista; comunque, e da cercare nel Salento.

Casseruola di polipetti
La bontà dei polpi catturati nelle acque baresi deriva, a detta degli esperti, dalla profondità del basso Adriatico. Più profondo e il mare, più saturo di sale risulta e i polpi vissuti in un ambiente piuttosto salato acquistano miglior sapore. Prima di cucinarli, bisogna batterli in terra o contro gli scogli; a tale operazione, praticata ovunque, i pescatori baresi ne fanno seguire una seconda: li arricciano scuotendoli energicamente entro cesti di vimini e bagnandoli con acqua marina. Battuti e arricciati, possono venir consumati crudi o fritti o infornati o lessati senz'acqua e fatti in insalata. La casseruola di polipetti costituisce un caratteristico ragù a base di olio, cipolla, vino bianco secco, pepe, salsa o pomodori freschi e prezzemolo. Serve per inzupparvi il pane o per condire la pastasciutta.

Cervellata
Salsiccia sottile, non legata a rocchi, moderatamente grassa, di pronto consumo, tipica in particolare di Martina Franca e della zona collinosa del Tarantino. Differisce dall'omonima napoletana per alcuni dettagli; pu6 essere di carne di vitello mista a quella di maiale, o di puro maiale. Ha come condimenti sale, pepe macinato, vino rosso; c'e chi aggiunge semi di finocchio.

Cutturidde
Agnello mandato in tegame con cipolla, prezzemolo, pomodori, pecorino a pezzetti, sale, pepe, olio d'oliva, sommerso d'acqua. Durante la cottura, a fuoco molto lento, il tegame non viene mai scoperto, altrimenti il sugo si restringe troppo.

Capuzzelle
Testine di agnello o capretto spaccate in due, sistemate in tegame assieme a patate, olio d'oliva, sale, aglio e origano, cotto in forno.

Cazzemarre o marro
Corrisponde all'omonimo piatto abruzzese.Budelline di agnello e altre frattaglie, avvolte nella reticella e cotte al forno.

Ciambotto
O ciabotta. Il primo termine è barese, il secondo foggiano. Intingolo di pesce minuto di varie qualità cucinate con olio d'oliva, cipolla, qualche pomodoro fresco o salsa, peperoncino; condisce pascia asciutta (spaghetti o perciatelli).

Dentice alle olive
Specialita barese. Grosso dentice sbuzzato, lavato, inciso d'ambo le parti con un taglio verticale, cotto al forno in una miscela di olio e aceto, arricchito a cottura avanzata di un bel pugno di olive nere.

Focaccia barese
Pizza di pasta pane a ripieno coperto, composto di cipolla fritta, olive nere snocciolate, filetti di acciuga, ricotta forte.

Gnemerìidde
Frattaglie di agnello, capretto o agnellone ridotte a strisce e rinserrate a gomitoletti, donde il nome, con le budelline dello stesso animale. Possono essere confezionate lisce o con qualche rametto di prez- zemolo; si cucinano infilzate nello spiedo o soffocate in tegame insieme ad olio, cipolla, pomodoro, formaggio pecorino a pezzetti. Nella edizione più ricca, i " gnemerìidde " contengono tra le frattaglie listarelle di prosciutto, pecorino giovane, erbe aromatiche, e si mandano al forno contornati di patate a spicchi e coperti di pane grattugiato.

Zuppa di pesce alla gallipolina
Questa celebre zuppa viene considerata come la diretta discendente di un antico brodetto spartano di cui molti parlano ma che nessuno ha mai assaggiato. Ravvivata da qualche filetto di pomodoro, aromatizzata alla cipolla, resa fresca mediante una spruzzatina d'aceto, rivela al palato una delicata vena amabile. Nella gallipolina entrano scòrfano, cernia, sarago, calamari, gamberi imperiali, cozze nere.

VERDURE

Carduncieddi
I teneri cardi, liberati dalle parti spinose, lessati in acqua regolata di sale e scolati, nel Brindisino vengono accomodati in tegame assieme ad olive nere snocciolate, filetti di acciughe, pane grattugiato; nel Barese e nel Foggiano invece sono mescolati a uova sbattute con formaggio e pepe. Sia i primi che i secondi finiscono in forno per ricevere I'ultima cottura.

Fenecchiedde
Specialità barese della cena della vigilia di Natale. Finocchietti selvatici lessati, scolati, saltati in padella con olio, aglio, filetti di acciuga.

Melanzane ripiene
Melanzane spaccate in due, private di una parte della polpa interna, riempite con una farcia ottenuta triturando la polpa sottratta, pomodori, capperi, olive, filetti d'acciuga, coperte infine di mollica di pane, deposte in un tegame di coccio, innaffiate d'olio d'oliva, infornate.

Peperoni ripieni
2 peperoni gialli, 4 filetti di acciuga tritati, 4 cucchiai di prezzemolo tritato, 1 cucchiaio di origano, 2 pomodori sbollentati e pelati, 1 cucchiaio di capperi tritati, 1 cucchiaio di uvetta passa ammollata per 15 minuti in acqua tiepida, 1 cucchiaio di pinoli, 80 g di pangrattato, 50 g di pecorino grattugiato, 5 cucchiai di olio ertravergine d'oliva, sale e pepe nero macinato al momento.
Riunire in una ciotola i filetti d'acciuga, il pangrattato, il pecorino, il prezzemolo, 1'origano, il pomodoro tagliato a filettini, i capperi, 1'uvetta passa sgocciolata, i pinoli, 4 cucchiai d'olio, il pepe e il sale. Lavorare gli ingredienti sino a ottenere un composto omogeneo. Dividere i peperoni in due tagliandoli per il lungo. Privarli della semenza e riempirli di farcia; porli in teglia unta di olio e cuocerli in forno, per 20 minuti, a 180 °C. Ritirarli e servirli.

Purè di fave
300 g di fave fresche sgranate, 100 g di patate, 4 cucchiai di olio extravergine d'oliva, sale e pepe nero macinato al momento.
Mettere le fave in una casseruola, coprirle d'acqua fredda e cuocerle per 20 minuti. Scolarle, rimetterle a cuocere con altra acqua calda e salata, unire le patate sbucciate e tagliate grossolanamente e lasciarle crogiolare sino al completo assorbimento dell'acqua. Lavorarle con la forchetta, poi passare al setaccio sino a ottenere un purè omogeneo e soffice. Condire con olio e pepe nero.

DOLCI

Cassatine di ricotta
220 g di ricotta, 150 g di mandorle, 150 g di zucchero, 30 g di frutta candita, 30 g di cioccolato fondente, 4 fette di pan di Spagna, 50 g di pasta di mandorle, 2 bicchierini di Alchermes, la scorza grattugiata di mezzo limone, 1 pizzico di cannella, 1 pizzico di sale.
Immergere le mandorle in acqua bollente per un minuto, scolarle e pelarle. Farle asciugare in forno a 180 °C. Lasciarle raffreddare e tritarle finemente. Far caramellare lo zucchero in una casseruola, con poca acqua. Riunire la ricotta, il sale, le mandorle, la frutta candita, tagliata a dadini, lo zucchero caramellato, la cannella, la scorza del limone e il cioccolato tagliuzzato. Mescolare e farcire con il composto 4 stampini di 8 cm di diametro, che avrete foderato di pan di Spagna imbevuto nell'Alchermes. Lasciare raffreddare le cassatine in frigorifero, poi capovolgerle e rivestirle con uno strato di pasta di mandorle.

Zeppole pugliesi
420 g di farina bianca, 90 g di zucchero, 60 g di burro ammorbidito, 12 g di lievito di birra, 2 uova piccole, la scorza di 1/2 limone, 1 grosso pizzico di sale, abbondante olio d'oliva per due padelle da frittura, 1 mestolo di crema pasticciera, 8 amarene sciroppate.
Sciogliere il lievito di birra in 4 cucchiai di acqua tiepida e unirlo alla farina e al sale; ricavarne un impasto omogeneo e lasciarlo lievitare, in luogo tiepido, per almeno 1 ora. Incorporarvi lo zucchero, il burro, le uova e la scorza di 1/2 limone e impastare, sino a ottenere un composto liscio e ben amalgamato. Ricavarne delle ciambelline di 10 cm di circonferenza. Lasciarle lievitare per un'altra ora e poi friggerle prima nella padella con 1'olio a fuoco basso, quindi, quando saranno ben dorate, immergerle nell'altra padella con 1'olio bollente e cuocerle a calore elevato. Disporle su carta assorbente in modo da eliminare 1'uno in eccesso, sistemarle su un piatto da portata, versarvi sopra della crema pasticciera e, al centro, disporvi le amarene sciroppate. Servirle calde. Si possono spolverizzare con zucchero a velo.
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Calzengiidde
Piccolo calzone. L'involucro è di pasta a pane, il ripieno puo essere di grasso (prosciutto cotto, provola e filetti di pomodoro), oppure di magro (ricotta forte, acciughe, pomodoro). Viene fritto in tanto olio d'oliva o strutto, come le crispelle, e il calore lo fa gonfiare, donde 1'altra denominazione di panzarotto. I " calzengiidde ", specie in provincia di Bari, costituiscono mangiare di ricorrenza per la festa di Sant'Antonio Abate.

Pèttue
O "Popizze". Fritelle di pasta lievitate, lisce oppure imbottite di ricotta o acciuga, fatte indorare in tanto olio. Corrispondono alle crispelle siciliane.

Torta rustica
Ha un involcro di farina impastata con olio d'oliva e vino bianco secco, che racchiude ricotta fresca, mozzarella o scamorza, prosciutto cotto o salame o caciocavallo legati con un uovo sbattuto. Va cotto in forno dopo essere stata pennellata in superfice con bianco d'uovo e spolverizzata di poco zucchero semolato.

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